Capitolo 1.1: Un nuovo inizio

Dipartimento di Polizia, Point Destiny
L’ascensore si fermò con un soffio pneumatico.
L’indicatore luminoso a muro, al suo ‘interno, indicava la scritta “chamber”.
Il Direttore sospirò.
Quando le porte si aprirono, la vista sembrò quasi togliergli il respiro.
Per un solo attimo. Ma in quell’attimo, rivide esattamente se stesso e Eve e John. E Rose Leffler, viva.
Un solo attimo.
Un attimo lungo un’avventura, un ricordo. Parte di una vita.
Erano già passate svariate settimane da quando l’osservatore del Dipartimento della Difesa, Spiner, aveva fatto rapporto ai suoi superiori sull’operato di detective Lauren e Vartan ma ancora non era giunta alcuna notizia ufficiale.
Nel Dipartimento di Point Destiny avevano cominciato a circolare voci di corridoio sull’eventualità di chiudere il progetto ancora prima della sua partenza vera e propria, dopo la missione pilota che, comunque, aveva permesso al Dipartimento di fare un’eccellente figura, vista la capacità dei suoi detective di muoversi su quel campo così periglioso.
Il Direttore mosse alcuni passi all’esterno dell’ascensore, raggiungendo le vetrate che separavano il piccolo corridoio d’ingresso dal chamber vero e proprio.
Ed appoggiando una mano su quelle vetrate, chiuse gli occhi, vivendo di ricordi.

Casa di John Vartan, Point Destiny

Erano già le otto, dannazione, era tardi.
Troppo tardi.
Isabelle non lo avrebbe mai perdonato. Non quella volta.
John fissò la stanza, cercando di fare mente locale. Non aveva mai visto la sua cucina in quello stato: pentole e stoviglie sparse sui due tavoli e decine di vegetali e frutta riposti alla rinfusa sui vari scaffali.
Come aveva potuto dimenticare il loro primo mesiversario?
Se n’era ricordato solo quaranta minuti prima, tornando a casa e da quel momento, come un tornado, aveva iniziato a pulire e preparare.
Ma la situazione non volgeva bene, John lo sapeva.
Isabelle sarebbe stata a casa sua per le nove in punto. Non aveva mai conosciuto una ragazza così puntuale in tutta la sua vita.
Preso dal panico fece l’unica cosa che gli saltò in mente.
Afferrò il suo cellulare, nascosto sotto una pila di ricette di cucina e compose il numero che riconduceva all’unica persona che avrebbe potuto salvarlo.
<<Eve, sono John.>> disse non appena lei rispose <<Ho bisogno d’aiuto.>>.

Dipartimento di Polizia, Point Destiny
Le luci primarie erano spente.
Tutto appariva così strano, surreale.
Il Dipartimento aveva investito così tanto in quel progetto ed ora era tutto là, semi abbandonato.
Le console degli operatori erano spente semplicemente perchè non c’erano più operatori.
Jessica, Darla e Erica erano state trasferite, temporaneamente, al Centro Investigativo, sulla Costa.
La nota informativa recitava così: “per problemi legati al budget.”.
Ridicolo.
Il Direttore scosse il capo, lasciandosi andare ai ricordi di quello che, alla sua età, avrebbe potuto rappresentare un riscatto ed un rilancio.

Casa di John Vartan, Point Destiny
<<Eve!>> esultò John <<Meno male che sei qui. Non so come ringraziarti!>>.
<<Non che abbia molto lavoro, in questo momento, John.>> rispose la ragazza entrando e lasciando il proprio cappotto sul divano dell’ingresso.
John la fissò.
<<Ancora nessuna novità?>> chiese.
<<Nessuna.>> rispose Eve entrando in cucina, seguita dal padrone di casa.
John si limitò a chinare il capo, leggermente sfiduciato.
<<A proposito.>> continuò Eve <<Come si sta a Point County?>>.
John la fissò, stranito dalla domanda.
<<Non è come qui.>> rispose John <<Ma è sempre meglio che non far nulla.>>.
<<Non è proprio far nulla.>> lo apostrofò Eve. Da quando avevano salvato la vita a Rose Leffler tutto era cambiato.
Sebbene i primi momenti sembravano esaltanti e magici, considerato che anche l’Intruder, il giornale locale, aveva dedicato loro una certa attenzione, rimbalzata anche a livello nazionale, l’intero progetto Chrono sembrava essere caduto in prematura disgrazia.
Il Dipartimento della Difesa non si era ancora pronunciato e le risorse dedicatevi durante il primo caso erano già state riassegnate.
Non solo le operatrici erano state sollevate temporaneamente dal loro incarico ma anche la squadra di Eve e John era stata disassemblata e lui era stato mandato in supporto dal Dipartimento di Point County per un caso di traffico di droga.
Eve, invece, aveva combattuto con più forza, restando al Dipartimento, affiancandosi al detective Mennet.
<<Certo che c’è un bel casino, qui.>> sentenziò Eve, notando lo stato di caos in cui versava la casa <<Ti sei scordato di nuovo il vostro mesiversario, non è così?>>.

Dipartimento di Polizia, Point Destiny
Dopo svariati minuti passati in silenzio ad osservare i suoi ricordi muoversi in quel contesti ormai semi abbandonato, il Direttore tornò suoi suoi passi, superando le vetrate e tornando all’ascensore.
Ormai era un giro turistico che compiva ogni sera, cercando di trovare un motivo, una logica che potesse spiegare perchè il progetto Chrono non doveva essere utilizzato.
Raggiunse l’ascensore e lo chiamò.
Ma quella sera, differentemente a tutte le precedenti sere, successe qualcosa di inatteso.
Le porte dell’ascensore si aprirono, lasciando intravedere una figura umana che, di lì a poco ne varcò la soglia.
Il Direttore non disse nulla, limitandosi a fissare l’ingresso al chamber e la luce fredda dei neon che illuminavano il volto dell’uomo.
<<Direttore?>> disse l’uomo alto e dall’aspetto risoluto <<Sono qui per conto del Dipartimento della Difesa.>>.
Il Direttore, restando immobile, non disse nulla.
<<Direttore.>> disse quindi l’uomo <<Credo che troverà interessante quanto sto per dirle.>>.
Attese qualche secondo, per poi aggiungere <<Sarà una lunga, lunga serata.>>.

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