Capitolo 1.2: Giochi di potere

Casa di John Vartan, Point Destiny
<<Hai notizie del Direttore?>> chiese John sparecchiando alcune pentole e pentolini dal blocco cucina, centralmente disposto nella stanza.
Eve scosse il capo e rispose con un secco <<No.>>.
John la fissò, curioso.
<<Non di nuove.>> aggiunse lei <<Dal momento che il progetto non è mai partito, si è chiuse un sè stesso.>>.
<<Ancora di più?>>.
<<Ancora di più.>> ripetè Eve <<Non lo riconosco quasi. Anche Mennet l’ha notato.>>.
<<E se l’ha notato Mennet.>> constatò John <<Dove proprio essere in un pessimo stato.>>.
Eve terminò di preparare il piatto al quale aveva dedicato già abbastanza tempo quindi lo posò sulla penisola di marmo, poco distante dai fornelli.
Nel farlo, non disse nulla, limitandosi ad annuire.
John, notando l’atteggiamento schivo della sua ex partner di lavoro, la scrutò dubbioso.
<<Eve, tutto bene?>>.
<<Sì.>> rispose Eve <<E’ solo che.>>.
<<Che?>> chiese John incalzante.
Eve posò il bollitore che aveva appena ripulito e fissò John dritto negli occhi.
<<Che stiamo facendo, John?>>.
<<Non di nuovo, Eve.>> le rispose John di rimando.
<<Parlo sul serio.>> continuò lei <<Potevamo salvare vite. Possiamo salvare vite. Perchè non ce lo lasciano fare?>>.
<<Non è così semplice.>> rispose John afferrando il bollitore e riposandolo al suo posto <<Lo sai bene, questo.>>.
Eve scosse il capo, fermandosi a fare il punto della situazione.
<<Quella ragazza.>> disse poi <<Rose. Rose Leffler. E’ viva, ora. Di cos’hanno ancora bisogno, al Dipartimento della Difesa?>>.

Dipartimento di Polizia, Point Destiny
L’uomo del Dipartimento della Difesa aveva parlato ininterrottamente per quasi mezz’ora.
Il Direttore cominciò a credere che non stesse parlando molto a braccio ma avesse preparato un discorso in precedenza.
Le sue pause erano ben scandite, le sue parole misurate.
Troppo misurate.
Dopo mezz’ora passate ad ascoltare, finalmente gli fu data la possibilità di fare domande.
Cosa che non esitò a fare.
<<Se ho ben capito.>> disse quindi il Direttore <<Mi sta dicendo che il Dipartimento della Difesa, ufficialmente, non ha ancora riconosciuto valido questo progetto.>>.
<<Ufficialmente no.>> annuì l’uomo.
<<Ufficialmente no, già.>> ripetè il Direttore <<Ma lei è qui, ora, perche vuole da noi un aiuto.>>.
<<Ufficiosamente, sì.>> rispose l’uomo.
<<Capisco.>> fece eco il Direttore <<E cosa aspettate a renderci ufficialmente operativi?>>.
<<Direttore.>> rispose l’uomo <<Per i motivi che le ho spiegato questa non è una decisione che.>> disse ma il Direttore, alzando una mano, lo zittì.
L’uomo rimase in silenzio, aspettando una risposta dal Direttore.
Il Direttore lo fissò, dritto negli occhi.
<<Signor Temper.>> disse quindi <<Non ho di certo la sua capacità di misurare le parole. Nè, tantomento, la facoltà di rendere appetibile tutto ciò che dico, al contrario di quanto lei sappia fare. Ma quanto le dirò, credo, le sarà comunque chiaro.>>.

Casa di John Vartan, Point Destiny
<<E questo è quanto.>> disse John ultimando la sua descrizione sul nuovo lavoro.
<<Affascinante.>> disse Eve.
<<Sei crudele.>> l’apostrofò John.
<<Forse.>> disse lei <<Ma dopo aver provato a manipolare la realtà non si trovano cose molto interessanti, dopo.>>.
<<Forse dovrai abituartici.>> le fece eco John <<Se il Dipartimento non.>> continuò ma il campanello della porta di casa sua suonò.
John, di scatto, fissò Eve.
Eve, dal canto suo, restò in silenzio.
Dopo secondi di silenzio, Eve prese parola.
<<Potrebbe essere la tua lei.>>.
John fissò l’ingresso poi di nuovo Eve.
<<Che c’è?>> chiese lei.
<<Isabelle.>> rispose John <<Ti ho mai detto di quanto sia gelosa?>>.
Di scatto i due detective iniziarono a muoversi lungo la stanza, cercando di risolvere la situazione.
Eve, pulendosi la maglia dalla farina, cercò di riordinare in fretta e furia mentre John … cominciò a pregare che tutto andasse per il meglio.
Un secondo trillo del campanello scandì i pochi secondi che rimanevano a John prima di dover aprire.
John, sospirando, attese che Eve lo raggiungesse.
E poi, finalmente, al terzo trillare del campanello, aprì la porta.
La prima cosa a far capolino dall’ingresso fu il viso di John.
<<Isabelle.>> disse alla sua ragazza <<Scusami, stavo.>> disse ma non trovò la scusa, sul momento.
<<John.>> disse Isabelle lasciando in sospesa la frase.
In quella, fece capolino anche il viso di Eve, da dietro le spalle di John.
Isabelle la fissò, ma non disse nulla.
<<Isabelle.>> cercò di rompere il ghiaccio Eve <<E’ un piacere rivederti.>>.
<<Tesoro.>> disse quindi John <<Eve è qui per.>>.
<<Lo so.>> rispose Isabelle <<So tutto.>>.
<<Tutto?>> chiese John scambiando uno sguardo impanicato con Eve.
<<Della squadra.>>.
<<Squadra?>> chiese Eve.
<<Mi hanno già informata.>> rispose la ragazza.
<<Chi? Di cosa stai?>> chiese John ma Isabelle gli mostr subito un’auto scura, parcheggiata in fondo al vialetto.
Tutti e tre rimasero in silenzio.
Dopo qualche secondo, dall’auto uscì una donna dal tailleur scuro e dai capelli raccolti.
Percorse a passo sicuro il vialetto della casa di John e si fermò a pochi passi dall’ingresso.
Fissò Eve e John.
<<Detective Vartan, detective Lauren.>> disse la donna <<Sono qui per conto del Dipartimento della Difesa.>>.
<<Ah, sì?>> chiese John.
<<Sì.>> rispose la donna mentre Eve si fece più visibile, sulla soglia della casa <<Credo che dovrete seguirmi.>>.
Dopodichè si voltò e si indirizzò all’auto.
John, stupito quanto Eve, baciò Isabelle con un <<Perdonami. Ti chiamo io.>> e si incamminò lungo il vialetto.
Eve lo seguì a ruota.
<<Dove andiamo?>> chiese poi la giovane detective.
La donna fissò i due, inarcando un sopraciglio.
<<Al vostro Dipartimento di Polizia.>>

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