Capitolo 1.3: A debita distanza

Berlina scura in corsa, Point Destiny
L’auto svoltò, velocemente, come se l’autista conoscesse quel percorso da una vita.
John e Eve si scambiarono un’occhiata dubbiosa, fissando poi in coro la donna che avevano di fronte, in quella sorta di berlina scura del Dipartimento della Difesa.
La donna stava leggendo un di dossier.
Fu Eve a rompere il silenzio.
<<Potrebbe essere più chiara.>> chiese <<Sul perchè ci state portando al nostro Dipartimento?>>.
John fissò Eve.
Non l’aveva mai vista sotto quella luce ma, in quel momento, gli parve di apprezzare moltissimo la sua caparbietà e la sua capacità di non lasciarsi influenzare dagli eventi esterni.
La donna la fissò, distrattamente, come se avesse altro per la testa.
Fu John, a quel punto, a prendere parola.
<<La mia collega le ha fatto una domanda, signora.>> disse <<E dal momento che è un detective di questo distretto, è pregata di rispondere.>>.
La donna fissò i due.
<<Stiamo andando al vostro Dipartimento.>> rispose dunque <<Perchè questi sono i miei ordini. Ma non saprei dirvi altro.>>.

Dipartimento della Difesa, sottozona C4, Washington
L’uomo ascoltò con attenzione il resconto del suo collega, via webcam.
Ascoltò in silenzio tutto quanto.
Dopodichè spense il terminale e si rivolse alla sua collega, poco distante.
<<Che ne pensa?>> chiese.
<<Che il progetto Chrono andrebbe autorizzato.>> rispose la donna <<E questa è la prova definitiva.>>.
L’uomo scosse il capo e sbuffò pesantemente.
<<Abbiamo già affrontato questo discorso.>> disse <<E non questo che intendevo. La mia domanda si focalizzava sul Direttore del progetto.>>.
La donna fissò il suo collega.
<<E’ un uomo che sa il fatto suo.>> rispose lei <<E con questa sua richiesta la mia idea sembra confermata.>>.
L’uomo lasciò la collega e si avvicinò alla macchina del caffè.
Inserì una monetina ed attese.
La donna gli si avvicinò.
<<Ted.>> gli disse <<Cerchi di essere obiettivo. Abbiamo chiesto al progetto di operare in clandistinità. Era ovvio aspettarsi una risposta del genere.>>.
L’uomo aferrò la sua tazza che, però, si rovesciò, macchiandogli il vestito.
<<Merda!>> disse d’istinto.
La donna gli si avvicinò.
<<Mi spiace.>> gli disse riferendosi al caffè.
<<Spiace più a me.>> rispose l’uomo riferendosi, però, al progetto Chrono.
La donna lo fissò per qualche secondo cercando di capire il perchè di tanta ostinazione.
L’uomo cercò di pulirsi alla meglio ma fu costretto a lasciare la stanza.
<<Lascio a lei il controllo, qui.>> disse uscendo <<Ma al mio ritorno.>> aggiunse <<Voglio vedere il nostro collega vivo e vegeto, indipendentemente dal fatto che un sessantenne arteriosclerotico si metta in mezzo oppure no.>>.
<<Ted, cerchi di ragionare.>> rispose la donna.
<<Niente se e niente ma.>> la zittì l’uomo <<Se sarà necessario, occuperemo la struttura.>>.
Detto questo uscì.
La donna rimase sola e, voltandosi verso gli innumerevoli monitor della stanza rispose con un sommesso <<Sì, signore.>>.

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