Capitolo 1.6: Tutti a bordo

Progetto Chrono, Point Destiny
Eve prese fiato.
Lentamente.
Chiuse gli occhi e chinò il capo.
Stava accadendo di nuovo.
Ancora una volta.
Sapeva che quando avrebbe riaperto gli occhi il chamber le avrebbe mostrato qualosa in merito alla loro indagine.
E così fu.
Sentì il tipico suono ribollente del tempo fluido ricreare qualcosa all’interno del perimetro del chamber.
Quindi aprì gli occhi e mosse alcuni passi all’interno della safe area.
Davanti ai suoi occhi occhi vi era il corridoio di un Learjet 60 con a bordo la delegazione diplomatica americana in viaggio verso Mombasa.
Sebbene fosse aldilà delle vetrate protettive del chamber, riusciva quasi a distinguere le dita degli operatori muoversi sulle loro tastiere, in cerca di informazioni.
Erica Fosset, l’operatrice alla console del tempo, prontamente ruppe il silenzio con il suo solito tono sicuro.
<<23 dicembre 2007.>> disse <<Ore 10:12 del mattino. Questo frammento dura ben 8 minuti.>>.
Eve annuì e scrutò con attenzione i passeggeri.
<<John?>> chiese quindi <<Cosa mi puoi dire?>>.
John la fissò dall’altra parte della vetrata, incrociando le braccia.
<<Ci hanno formito le analisi dei reperti dell’aereo.>> disse il detective Vartan <<E grazie a questi siamo risaliti ad un frammento dell’aereo schiantato. Siamo risaliti, quindi, ad un frammento antecedente allo schianto. E’ il primo che abbiamo trovato. Se ne vuoi un altro, fammelo sapere.>>.
Eve scosse il capo come a dire ‘va bene così’ e quindi, senza distogliere lo sguardo dal corridoio del Learjet 60, in volo verso Mombasa, e dai suoi passeggeri diplomatici, semplicemente si limitò a chiedere <<Spazio?>>.
La risposta giunse da Jessica Arthur, alla console dello spazio.
<<L’aereo sta volendo in direzione di Mombasa. Ha lasciato l’aeroporto di Nairobi e prosegue secondo la rotta stabilita. Nulla di specifico da segnalare.>>.
<<A che quota viaggia?>> chiese Eve voltandosi verso la Arthur.
La ragazza controllò.
<<Alla quota stabilita dall rotta.>> rispose Jessica <<Nulla da segnalare a riguardo.>>.
Eve mosse alcuni passi ancora più vicino al frammento ricreato.
Il chamber stava mostrando il corridoio dell’areo, i passeggeri, la porta della cabina e l’intelaiatura della cabina. All’aereo mancavano le pareti della carlinga altrimenti Eve avrebbe avuto difficoltà a sbirciare all’interno.
Si avvicinò, facendo attenzione a non invadere l’area di frammento ricreata, ai passeggeri.
Poi, prontamente, passò in rassegna anche il <<Contesto?>>.
Darla McCornack operò sulla sua console.
<<L’equipaggio è composto da 8 persone. Fra di loro è confermata la presenta di Edward Mengha e dalle informazioni che ci hanno fornito è confermato che si tratti di un agente della CIA.>>.
<<Ottimo.>> rispose Eve. Poi si voltò verso John.
<<Qual è?>> chiese.
John le indicò la seconda fila di seggiolini, sulla destra.
<<E’ quello con la giacca scura.>> le disse.
Eve circumnavigò la rappresentazione del Learjet 60 e si portò verso il passegero indicato: Edward Mengha.
<<Cosa vedi?>> le chiese John.
Eve scrutò con attenzione la scena.
Sapeva che ogni secondo perso poteva essere invece importante.
Quindi focalizzò la sua attenzione sul contesto attorno a Mengha.
Passarono attimi di silenzio poi, alla fine, John la richiamò.
<<Eve?>>.
Eve scosse il capo.
<<Non vedo nulla di anomalo.>> disse poi <<Cos’altro abbiamo?>>.

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